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2.2 Goniometria

2.2 Goniometria

La Goniometria è la disciplina che studia gli angoli in relazione agli archi associati ad essi, le funzioni angolari e tutte quelle proprietà algebrico-geometriche che le caratterizzano. Nell’ambito della goniometria, non si può fare a meno di citare sin da subito la circonferenza goniometrica, ovvero una circonferenza di raggio unitario avente il centro coincidente con l’origine di un sistema di assi cartesiani ortogonali. Il punto A(1,0) è l’origine degli archi, i quali sono considerati positivi se percorsi in senso antiorario, negativi se percorsi in senso orario.

©Crediti: internet

Il punto rappresenta l’estremo dell’arco AP a cui corrisponde l’angolo alpha che ha il vertice in O. Poiché la circonferenza goniometrica ha raggio unitario, la lunghezza dell’arco e l’ampiezza dell’angolo in radianti hanno misure espresse dallo stesso numero. Poiché AP = αrad · r allora per = 1, si ha: AP = αrad . Si può parlare quindi indifferentemente di angolo o di arco sotteso da un certo angolo al centro di una circonferenza goniometrica.

A questo punto possiamo definire il cuore dell’intera trattazione, ovvero le funzioni goniometriche, cioè quelle funzioni che associano alla misura di un angolo un numero reale.

Le funzioni di equazione:

  •  = sen(x) (funzione seno)
  •  = cos(x) (funzione coseno)
  •  = tg(x) (funzione tangente)
  •  = cotg(x) (funzione cotangente)

sono dette funzioni goniometriche elementari. Ad ogni numero reale è associato uno ed un solo numero sen(x), cos(x), tg(x) e cotg(x), o nessuno.

©Crediti: internet

Si consideri un punto sulla circonferenza goniometrica e sia α l’ampiezza in radianti dell’angolo AOP uguale alla lunghezza di AP. Si definiscono due grandezze fondamentali:

  • seno di α (senα), l’ordinata di P
  • coseno di α (cosα), l’ascissa di P (nel grafico seguente sono visibilmente evidenziati entrambi)

Essendo dunque la circonferenza goniometrica di raggio unitario (=1), sia la funzione seno che quella coseno varia tra -1 e 1; il seno varia tra 0 ed 1 nel 1° quadrante, tra 1 e 0 nel 2°, tra 0 e -1 nel 3°, tra -1 e 0 nel 4°; il coseno varia tra 1 e 0 nel 1° quadrante, tra 0 e -1 nel 2°, tra -1 e 0 nel 3° e tra 0 ed 1 nel 4°

©Meetheskilled

Visionati graficamente seno e coseno, passiamo alla funzione tangente:

Si consideri la retta tangente alla circonferenza goniometrica in A(1,0) e sia il punto di intersezione di con il prolungamento del lato OP. Si definisce:

  • tangente di α (tgα), l’ordinata di T

La tangente è, dunque, pari al rapporto tra il seno e il coseno -> anch’essa varia tra -1 ed 1.

©Crediti: internet

Analogamente, si rappresenta la funzione cotangente:

Si consideri la retta tangente alla circonferenza goniometrica in B(0,1) e sia il punto di intersezione di con il lato OP. Si definisce:

  • cotangente di α, l’ascissa di Q.

La tangente è, dunque, pari al rapporto tra il coseno e il seno -> anch’essa varia tra -1 ed 1.

©Crediti: internet

Però, ai fini dei calcoli da effettuare per lo svolgimento dei quiz circa la goniometria, ciò che principalmente ha rilievo è rappresentato dai valori che queste 4 funzioni goniometriche assumono in relazione agli angoli considerati. Esistono pertanto dei valori noti di seno, coseno, tangente e cotangente, che ritornano estremamente utili nello sviluppo delle espressioni goniometriche; essi sono presentati nella seguente tabella:

©Matemalex

Note queste espressioni, il prossimo aspetto da considerare è presentare tutte quelle operazioni che si possono effettuare con le espressioni goniometriche, come la somma, la differenza, la duplicazione e relazioni ad esse connesse. Nella seguente macrotabella sono così riportate (in aggiunta vi sono anche quelle trigonometriche, ovvero quelle applicate ai triangoli):

©Isissanifo

A valle di queste formule e valori noti, vediamo subito qualche esempio di una loro applicazione:

  • si chiede di determinare per quale valore di k è vera la seguente identità: -2sin⁡x cos⁡x+4[(sin⁡x)^2+(cos⁡x)^2 ]^2=k+1  

innanzitutto si nota al primo termine il seno di 2x, in quanto 2sinxcosx = sin(2x) -> -2sinxcosx=-sin(2x); in parentesi quadra vi è il quadrato del seno sommato a quello del coseno, che rappresenta la prima relazione fondamentale, e tale somma è pari ad 1, che elevato al quadrato dà sempre 1, e che moltiplicato per 4 dà valore 4 -> -sin(2x) + 4 = k + 1 -> k = 3 – sin(2x) è il valore di k che rende vera l’identità sopra richiesta.

  • si chiede di determinare a che cosa equivale la seguente espressione: sin(x+π)+cos⁡(x-π/2) – cos(3/2π-x) + sen(π/2)

Procediamo espressione dopo espressione, applicando formule di somma e sottrazione di seno e coseno: 1) sin(x+π) = sinxcosπ + sinπcosx = -sinx + 0 = -sinx

2) cos⁡(x-π/2) = cosxcosπ/2 + sinxsinπ/2 = 0 + sinx = sinx

3) – cos(3/2π-x) = – (cos3/2πcosx + sin3/2πsinx) = -(0 – sinx) = sinx

4) sen(π/2) = 1

-> mettendo insieme tutti i risultati, si ottiene -sinx + sinx + sinx + 1 = 2sinx + 1