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In questa videolezione approfondiamo tutti i concetti chiave con esempi pratici ed esercizi guidati passo-passo.
- Concetti cardine e formule chiave
- Trucchi veloci per la risoluzione dei quiz
- Errori comuni da evitare assolutamente
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Iscriviti al nostro canale YouTubeMolteplicità del Legame Covalente: Legami Singoli, Doppi e Tripli
La formazione dei legami covalenti tra atomi risponde alla necessità termodinamica di ridurre l’energia potenziale del sistema, consentendo il raggiungimento di una configurazione elettronica esterna stabile. Tale stabilità coincide frequentemente con il completamento dell’ottetto, ovvero il possesso di otto elettroni nel guscio di valenza, analogamente ai gas nobili. Quando due atomi mettono in comune elettroni, la quantità di coppie condivise definisce l’ordine di legame, determinando le proprietà meccaniche, la distanza internucleare e la reattività chimica della molecola.
Definizione di Ordine di Legame e Legami Semplici
Il legame covalente semplice (o singolo) si instaura quando due atomi condividono una singola coppia di elettroni (due elettroni con spin antiparalleli). Ciascun atomo contribuisce di norma con un proprio elettrone spaiato alla formazione del doppietto condiviso.
Un esempio è rappresentato dalla molecola di acido cloridrico (HCl). L’idrogeno (Z = 1, configurazione 1s1) necessita di un elettrone per completare il proprio guscio energetico raggiungendo la configurazione a duetto dell’elio (1s2). Il cloro (Z = 17, configurazione [Ne] 3s2 3p5) possiede sette elettroni di valenza e necessita di un elettrone per completare l’ottetto. Con la sovrapposizione dei rispettivi orbitali atomici, si forma un legame covalente singolo H−Cl. Un processo identico si osserva nel cloro molecolare (Cl2), in cui due atomi di cloro condividono una coppia di elettroni, generando un legame singolo omopolare (Cl−Cl).
È opportuno chiarire una distinzione concettuale fondamentale: la presenza di più coppie elettroniche condivise all’interno di una stessa molecola non costituisce necessariamente un legame multiplo. Nella molecola d’acqua (H2O), l’atomo di ossigeno contrae legami con due distinti atomi di idrogeno. Sebbene vi siano complessivamente due coppie elettroniche di legame, ciascuna coppia è condivisa tra l’ossigeno e un diverso nucleo di idrogeno. Di conseguenza, l’acqua presenta due legami singoli indipendenti (O−H) e non un legame doppio.
Legami Doppi e Legami Tripli
Il legame doppio si stabilisce quando tra la medesima coppia di atomi vengono condivise due coppie di elettroni, per un totale di quattro elettroni. Tale condizione si verifica quando la condivisione di una sola coppia elettronica non consente a entrambi i partner nucleari di raggiungere la saturazione dell’ottetto.
L’etilene (o etene, C2H4) offre una dimostrazione chiara di questa architettura. Ciascun atomo di carbonio possiede quattro elettroni di valenza. Nello scheletro molecolare, ogni carbonio impegna due elettroni per legare due atomi di idrogeno tramite legami singoli. I restanti due elettroni di ciascun atomo di carbonio vengono messi in comune reciprocamente: tra i due nuclei di carbonio si stabiliscono quindi due coppie elettroniche condivise, originando un doppio legame carbonio-carbonio (C=C). In questo modo, entrambi i centri carboniosi raggiungono la configurazione a ottetto.
Il legame triplo si manifesta quando tra due atomi vengono condivise tre coppie elettroniche, corrispondenti a sei elettroni complessivi. Un esempio è la molecola di azoto molecolare (N2). L’azoto (Z = 7, configurazione [He] 2s2 2p3) appartiene al gruppo 15 e presenta tre elettroni spaiati nei suoi orbitali p. Quando due atomi di azoto interagiscono, la messa in comune dei tre elettroni di ciascun atomo origina una densità elettronica internucleare costituita da tre coppie condivise (N≡N). Il legame triplo conferisce all’azoto molecolare un’elevatissima inerzia chimica a temperatura ambiente, derivante dalla notevole quantità di energia necessaria per scindere tale legame.
Correlazione tra Molteplicità, Lunghezza ed Energia di Legame
La molteplicità del legame influenza direttamente due parametri chimico-fisici fondamentali: la lunghezza di legame e l’energia di dissociazione. All’aumentare dell’ordine di legame (passando da singolo a doppio e a triplo):
- La densità elettronica interposta tra i nuclei aumenta, determinando una maggiore attrazione elettrostatica verso entrambi i centri positivi. Di conseguenza, i nuclei atomici vengono avvicinati maggiormente, con una progressiva riduzione della lunghezza di legame.
- La forza di coesione complessiva cresce, richiedendo un apporto energetico superiore per la rottura omolitica del legame. L’energia di legame aumenta quindi in modo netto all’aumentare dell’ordine di legame.
Prendendo come riferimento i legami tra atomi di carbonio, la lunghezza media passa da circa 1,54 Å nel legame singolo C−C, a 1,34 Å nel legame doppio C=C, fino a 1,20 Å nel legame triplo C≡C. Parallelamente, l’energia di legame sale da circa 348 kJ/mol per il singolo, a 614 kJ/mol per il doppio, fino a circa 839 kJ/mol per il triplo legame.
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